Tematiche:  Psicologia sociale

Il Labirinto e la Piazza

Giacomo Marcacci

L'ateniese Dedalo costruisce a Creta un edificio che nasconde dietro la pietra sia il mistero (il tracciato per la danza) sia la vergogna (Asterio, il Minotauro) Da allora, e fino ad oggi, il mistero è anche ciò di cui ci si vergogna. Roberto Calasso Le nozze di Cadmo e Armonia Da quando l'umanità ha scelto di stanziare in territori definiti, ha realizzato due principali categorie di edificazioni ad uso sociale: il labirinto e la piazza. Il labirinto, da Cnosso in poi, passando per il Castello Kafchiano rappresenta l'edificio costruito per gestire un potere di pochi, funzionale a deviare, confondere, obnubilare le domande, i dialoghi, il pensiero creativo, le istanze di libertà e di scambio relazionale, labirinto che diviene il contenitore del mistero, di ciò che blocca il processo di conoscenza dell'intera realtà sociale.

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Individuo, gruppo e istituzione. Considerazioni relative ad un intervento istituzionale

Giacomo Marcacci

Parlare di istituzioni è molto complesso, perché l’organizzazione del pensiero e del linguaggio stessi presentano una struttura istituzionale, e ciò rende estremamente complesso ogni procedimento elaborativo. Per poter quindi ragionare fruttuosamente di istituzioni, e della relazione che si genera tra individuo ed istituzioni, nonché tra gruppo ed istituzioni, si è pensato di partire dall’esposizione e dalla successiva analisi di un mito che efficacemente pare in grado di esprimere contenuti importanti in merito a ciò che ci si propone di analizzare.

Il termine mythos che in Omero prende il significato di discorso, e che in Socrate si contrappone al logos in quanto discorso non necessariamente dimostrabile, avrebbe in origine assunto il significato di trama, tessuto sul quale si organizza, come in un ricamo, il discorso – pensiero.

Il mito svela in questa maniera il suo valore metadiscorsivo, in grado cioè di fornire una sorta di sfondo per mezzo del quale elaborare i vari contenuti che il mito stesso è in grado di attivare.

Il mito prescelto per le nostre considerazioni, è preso dal capitolo nono dell’Odissea.

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La migrazione dei figli: metamorfosi familiare progressiva o difensiva?

Dott. Roberto Losso, Dott.ssa Ana Packiarz de Losso

I motivi per cui i membri di una famiglia possono emigrare sono diversi. In alcuni casi è la società che diventa espulsiva, per motivi economici, religiosi, o politici: in questi casi la madre terra diventa ostile, e le famiglie sono obbligate ad emigrare.

Queste emigrazioni sono simili all'esilio (nel senso che aveva, nell'antichità, di relegare, abbandonare, allontanare della propria terra) con una connotazione di perdita del proprio ruolo nella società, di "morte civile".

Altre famiglie e gruppi emigrano per motivi più collegati alle loro circostanze particolari, come coloro che cercano il progresso professionale, o che inseguono gli ideali familiari, il ritorno alla "terra degli antenati" o raggiungere la "terra meravigliosa", dove si otterranno tutte le possibilità di successo.

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Lo psicodramma di Moreno, lo psicodramma psicanalitico

prof. Roberto Losso

Lo psicodramma è un metodo psicoterapeutico, generalmente di gruppo, che utilizza le drammatizzazioni, oltre alle tecniche verbali, come mezzo per esprimere, per comunicare, per esplorare e per elaborare i diversi problemi degli individui, delle coppie, delle famiglie o dei gruppi. Psicodramma proviene dal greco psykhè (anima) e dràma (azione). Vale a dire, l'anima in azione, la manifestazione in azioni dell'anima. E in ogni azione (dramma) interagiscono personaggi.

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Vissuti in giochi di gruppo

Roberta Sturani, Luigi Paolo Roccalbegni

A proposito del gruppo e del gioco, ci sembra di poter parlare di gioco gruppale, da intendere quasi come sinonimo di processo gruppale, ovvero come l'insieme delle azioni reali e simboliche che ne costituiscono la vita in divenire. Nel termine processo vengono sottolineati gli aspetti sequenziali dell'esperienza (quindi una successione di fenomeni nel tempo, legati da un filo conduttore) e si prefigura un percorso (movimenti e direzione): forse una visione più strutturata. Nel termine gioco si possono riconoscere maggiormente gli aspetti del piacere, della possibilità e fluidità di movimento, dello sganciamento da un risultato, della compresenza di piani diversi e opposti, tra cui il concretamente presente e il presente rappresentato, evocato, fantasticato, immaginato, simbolico, il razionale e l'affettivo, ecc.; si possono riconoscere i movimenti della ricerca, della esplorazione, della sperimentazione, della verifica, della concettualizzazione, ecc., che sono propri della vita e della storia gruppale.

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