La spazializzazione della immagine inconscia del corpo: tecnica della Mappa Fantasmatica Corporea

Dott. Luis Alberto Stoppiello

Introduzione teorica

    Gli argentini Elina Matoso e Mario Buchbinder, specialisti nello studio del corpo come strumento artistico, espressivo e terapeutico, sono i creatori della Mappa Fantasmatica Corporea. Essi considerano questa tecnica come una metodologia di ricerca e di lavoro sulle rappresentazioni psichiche, soprattutto di carattere inconscio, ospitate nel corpo.
D'accordo con la distinzione che la Dolto fa tra schema corporeo (P. Schilder) e immagine inconscia del corpo (F. Dolto), gli autori basano la loro metodologia su quest'ultimo concetto.
Secondo la psicoanalista francese tutti hanno una rappresentazione mentale del proprio corpo, ma con una differenza fra l'immagine intesa in senso biomedico (socializzata e condivisa da tutti) e l'immagine prodotto dell'esperienza e della storia particolare di ciascuno (non socializzata e non condivisa, frutto della sintesi tra singolarità, desiderio, carica libidinale e zone erogene).
   "La tecnica della Mappa Fantasmatica Corporea comprende una versione di base, grafica, e diverse versioni da essa derivate. Nella versione di base, grafica, il soggetto o i soggetti vengono invitati a operare su una sagoma umana che può essere fornita in prestampato (su foglio di dimensione A4) oppure delineata tracciando il  contorno corporeo con un pennarello nero. Le persone sono invitate a riempirla o a completarla liberamente, così come sentono il proprio corpo." (1).
    L'obiettivo della consegna è quello di dar corpo alle emozioni, al passato, alle sensazioni, al presente, a scene e personaggi, al futuro, a fantasie, conflitti, cioè alla storia del soggetto incarnata nella sua struttura somatica (1).
    Le diverse versioni derivate dalla Mappa Fantasmatica Corporea di base consistono in quattro modalità diverse di applicazione della stessa tecnica:

  1. Mappa Fantasmatica Corporea della coppia
  2. Mappa Fantasmatica Corporea della famiglia
  3. Mappa Fantasmatica Corporea del gruppo
  4. Mappa Fantasmatica Corporea tridimensionale

    Mentre la versione di base della Mappa Fantasmatica Corporea è bidimensionale, realizzata su foglio e con l'utilizzo di matite colorate, matita nera, pennarelli, tempera, giornali e riviste, fotografie, collage, ecc., la versione tridimensionale della stessa si ottiene con l'utilizzo dello spazio e l'aggiunta della profondità.
Nella Mappa Fantasmatica Corporea tridimensionale si realizza una costruzione simile ad una scultura con l'utilizzo di oggetti diversi o aggiungendo oggetti sulla versione bidimensionale: tessuti, cuscini, corde, fili, vestiti, accessori vari, contenitori da riciclare (scatole, barattoli, ecc.), maschere, ecc.
    La Mappa Fantasmatica Corporea può essere elaborata in molti modi diversi: attraverso il verbale, attraverso un'analisi, delle riflessioni e le associazioni (Mappa Fantasmatica Corporea statica), attraverso il movimento corporeo con o senza musica, con o senza verbalizzazioni, le drammatizzazioni, le maschere, il travestimento e il trucco (Mappa Fantasmatica Corporea dinamica).
    Il nome della tecnica si riferisce all'analogia tra corpo e territorio geografico o tra  corpo e superficie territoriale, sia reale che immaginaria, con le sue zone, frontiere e limiti. Gli autori parlano di "fantasmatico, perchè il corpo che la mappa rivela si colloca tra la materialità del corpo, anatomica, biologica ed i fantasmi proiettati su di esso" (2).     
    Il corpo della Mappa Fantasmatica Corporea va oltre l'anatomia per aprire la possibilità di un altro corpo, quello erogeno, simbolico, fantasmatico e di tipo rappresentativo, un corpo costruito a partire dal vincolo, quindi relazionale, frutto dell'incontro del bambino con gli altri.
    Tra mondo della materia vivente e mondo soggettivo è possibile rilevare un grado di armonia oppure di contrasto, in questo secondo caso con conseguenze a livello di strutturazione psichica, di sviluppo globale e di salute complessiva della persona.
    Le variabili che entrano in gioco nella Mappa Fantasmatica Corporea e diventano oggetto di indagine e di intervento, sono le seguenti:

  1. Lo schema corporeo e l'immagine corporea.
  2. Lo spazio: i limiti e i confini, l'interno e l'esterno, il dentro ed il fuori, i piani bidimensionale e tridimensionale, il pieno ed il vuoto.
  3. Il tempo: il passato, il presente ed il futuro, le storie individuali, familiari ed intergenerazionali.
  4. L'insieme e le sue parti.
  5. Gli opposti.
  6. L'unità e la frammentazione, la strutturazione e la destrutturazione.
  7. Il proprio e l'altrui.
  8. Le sensazioni e le emozioni.
  9. La scena ed i personaggi.
  10. La stereotipia e la creatività.
  11. Le regole formali e di contenuto, i meccanismi di difesa ed i punti di fissazione che riguardano le tecniche proiettive. (3)



Applicazioni della tecnica della Mappa Fantasmatica Corporea

Primo caso: Mappa Fantasmatica Corporea in versione grafica di base, bidimensionale e statica.

    Andrea ha 35 anni, lavora in un ambulatorio veterinario e gli mancano pochi esami per laurearsi in veterinaria. Si sente stanco e senza voglia di stare seduto a leggere i libri, non si può concentrare a studiare, legge ma non riesce a capire nulla, si iscrive ai corsi ma dopo li abbandona. Si percepisce come uno studente cronico ed ha il timore di non riuscire a laurearsi.
Da 7 anni è fidanzato con una ragazza che ha conosciuto all'Università. Quando fanno l'amore, lui fa fatica a lasciarsi andare alle sensazioni, ad abbandonarsi. Sente che non può "staccare". Da un po' di tempo hanno incominciato a parlare di matrimonio, ma su questo è ambivalente, perchè gli piacerebbe una vita insieme a lei, ma contemporaneamente ha dei dubbi, delle insicurezze e non si sente ancora maturo per affrontare quel tipo di responsabilità.
Da piccolo ha avuto crisi di asma e reazioni allergiche, che l'hanno costretto ad una dipendenza psicofisica dai farmaci, di cui vorrebbe liberarsi; vorrebbe non entrare più in crisi quando si rende conto di essersi dimenticato a casa il farmaco.
Da ragazzo fumava la marijuana da solo nella sua stanza; era un modo per sentirsi meglio, senza angoscia e rilassato; riusciva a percepire in un altro modo la realtà e ad allargare gli stati di coscienza.
Parla di se stesso come di una persona molto pensante, isolata e che fa fatica a socializzare. È diffidente e non sente molto interesse per gli altri, ma quando gli capita il contrario, va in ansia perchè non sa come avvicinarsi per iniziare un discorso, non sa che cosa dire e non riesce ad essere spontaneo.
Dopo alcuni colloqui iniziali, gli viene proposta una Mappa Fantasmatica Corporea. Accetta volentieri, ma appare un po' ansioso, fa domande, chiede molti chiarimenti, dice di non capire bene la consegna. Dopo qualche minuto si concentra, lavora in silenzio e non smette finchè non ha finito il disegno (grafico n.1).
La sagoma umana è realizzata nella versione grafica di base, su schema prestampato in foglio A4, bidimensionale e statica, e su questa gli si chiede di fare associazioni.
    La Mappa Fantasmatica Corporea che realizza mostra una predominanza di linee verticali nella sagoma e di linee curve al suo esterno e sul fondo.
I colori che appartengono alla gamma fredda appaiono in primo piano: nero sul fondo e sulla zona del torace, celeste per le linee curve del fondo, viola per tutte le linee verticali all'interno della sagoma umana e un po' di blu molto tenue (quasi impercettibile) come fondo del volto, nel petto sinistro, negli avambracci, nel bacino e negli arti inferiori.
     All'interno del corpo e sul fondo si apprezzano anche dei colori caldi, ma in percentuale inferiore: marrone sulla metà sinistra del volto, sulla parte destra del collo e del petto e sul braccio destro; rosso sul petto all'altezza delle spalle e giallo in una linea verticale che parte dalla fronte e discende su viso, collo, torace, addome, per diventare orizzontale all'altezza della cintura e continuare poi a discendere fino ai fianchi e al bacino.
Quando gli si chiede di scrivere un commento sull'esperienza, Andrea si esprime così:

  1. Prima sensazione: da dove comincio?
  2. Non ci penso, disegno ed esprimo.
  3. Mi piacciono i colori.
  4. Non mi occorre nient'altro.

Queste sono invece le sue associazioni:

  • Non avevo capito bene la consegna
  • Dovevo rispettare un modello specifico?
  • Ho fatto questo fantoccio.
  • un po' strano, ma mi piace
  • Mi sembra strano forse perchè l'ho fatto senza pensarci sopra, ma mi piace lo stesso
  • è divertente
  • Avrei aggiunto più colore giallo.

A domande più specifiche risponde: "Mi piace fare dei disegni simmetrici, Mi piace molto il colore blu, Associo il blu ad una corazza, Forse tre anni fa l'avrei pitturato in  modo più omogeneo (la superficie tutta coperta di colore)".
Dal suo modo di lavorare, dai suoi commenti, dalle sue associazioni e dalle sue risposte si desume una necessità di partire dal pensiero, dalla chiarezza della razionalità, e di avere la maggior quantità di dati possibile per capire tutto. Forse a questo livello si manifesta e si ripresenta ogni volta la sua difficoltà nello studio (non capisce ciò che gli viene detto dai libri, quando studia, così come non capisce ciò che gli viene detto nella consegna di lavoro, per cui ha bisogno di più informazioni, di ricevere chiarimenti).
Ogni situazione nuova diventa fonte di ansia e di insicurezza, quindi il suo è un atteggiamento difensivo di controllo. Man mano che si lascia andare all'esperienza ed entra in relazione, l'ansia da aspettativa si riduce e lui può rilassarsi, al punto da poter vivere la situazione in modo piacevole e divertente.
Sembra che ci siano due Andrea: uno che pensa e uno che sente. Quello più razionale ha  un obiettivo difensivo e quello che sente compare quando può permettersi di lasciarsi andare all'esperienza vissuta. Quando gli viene chiesto com'è il rapporto tra questi due Andrea, risponde che non sono complementari e che vorrebbe vivere più rilassato.
    Lo stato emotivo di tensione, controllo e freddezza mentale si riflette nella predominanza di linee rette e verticali, nell'esistenza di angoli, nella scelta predominante di colori freddi e nei disegni simmetrici. Forse per questo si sente un uomo molto formale e annoiato? Forse tanta verticalità di linee e tanta freddezza di colore non gli permettono di rapportarsi con le linee curve e i colori caldi (la non formalità e assenza di noia)?
    L'immagine inconscia del corpo inoltre rappresenta la zona del torace come un'area di conflitto, con le linee curve e verticali quasi in coalizione ed i colori caldi e freddi in contrapposizione con l'area delle crisi di asma?
    Il fondo sembra un arcobaleno con delle stelle che indicano una strada e lui sta per iniziare a percorrerla? Che cosa potrebbe succedere se si permettesse di percorrere questa strada? E se l'arcobaleno diventasse pieno di colori? Sarebbe per lui l'inizio di una vita non formale e senza noia? Ma lui non guarda l'arcobaleno e ancora non è tempo per lui di permettersi di sentire piacere?
    Ricorda quando fumava la marijuana: in questo modo non pensava e riusciva a provare sensazioni gradevoli - la droga per potersi permettere di transitare per la strada dell'arcobaleno e dei colori caldi?
    Dice che si sente un misto tra italiano ed inglese: italiano per le sue origini paterne e inglese per il suo modo di essere. Queste due caratteristiche scisse le collega nella sua vita al passionale, al desiderio e alle pulsioni (l'italiano) e alla razionalità e alle difese (l'inglese). I colori freddi rappresenterebbero l'inglese, invece i colori caldi rappresenterebbero l'italiano.
    Va sottolineato che nella Mappa Fantasmatica 2Corporea che ha disegnato si percepisce un gioco figura-sfondo relativamente a questi colori: la figura è di colori freddi e lo sfondo è di colori caldi. Quindi sotto una "maschera da inglese" (colori freddi) si nasconde "un italiano (colori caldi)? Sotto le difese inibitorie che non permettono l'espressione esiste una persona calda, passionale, a cui piace sentire? Quindi ci sono aspetti scissi dell'Io non ancora integrati nella sua personalità.
    Andrea non sente ancora un equilibrio fra questi due aspetti e io gli dico che mi pare che lui veda il blu come una corazza omogenea che blocca i colori caldi e non facilita la connessione tra i due tipi di colore (che rappresentano gli aspetti della sua personalità), ma gli dico anche che se guarda bene, ci sono degli spazi non colorati, il suo disegno ha degli spazi vuoti, attraverso cui potrebbero emergere i colori caldi (i suoi sentimenti, la sua creatività, il piacere). Che cosa potrebbe succedere se lui aprisse la porta e permettesse a tutto ciò che si trova in fondo di uscire?
    Sorpreso da questo, Andrea fa un confronto tra il suo passato e il suo presente; conclude dicendo che il fatto di averlo fatto così, con degli spazi vuoti,  invece che omogeneo, come lo avrebbe fatto tre anni prima, rappresenta già un cambiamento. Si tratta di una autopercezione di sè in un percorso di trasformazione personale. Questo insight potrebbe avviare un processo di integrazione degli aspetti scissi della sua personalità.


Secondo caso: Mappa Fantasmatica Corporea in versione derivata, tridimensionale e dinamica.

    Sandra ha 50 anni e da 11 è divorziata, situazione che a suo parere non ha mai superato e che l'ha portata alla depressione. Dalla separazione dal marito non ha più avuto rapporti sessuali, ma da ragazza era stata sessualmente molto precoce e le piaceva far l'amore con tutti i ragazzi, anche se  dopo si sentiva in colpa.
    Ha perso fiducia in se stessa, non riesce a fare nulla per cambiare la sua situazione di insoddisfazione e la sua autopercezione è quella di una donna seduta che vede la vita passare all'esterno.
    Abita con "tre vecchie": sua madre e due zie, sorelle di sua madre, tutte e tre sopra gli ottant'anni. Si sente sola e le manca l'aria a casa; non vuole rimanere là, ma non riesce a cambiare la situazione, non può andarsene via ancora.
    È depressa, arrabbiata, ha un atteggiamento ironico, si sente insoddisfatta della sua vita, non esce da casa per giorni e fa fatica ad accettare gli inviti delle poche amiche che le sono rimaste.
    Non lavora da quando si è sposata, molto giovane, e ha abbandonato la sua professione di educatrice di asilo nido. Adesso dipende economicamente da sua madre. Di fronte a questa situazione è ambivalente: è comodo non lavorare, ma la rende dipendente dai soldi e dal volere di sua madre.
    Ha avuto problemi di salute: paralisi facciale, alcoolismo e tumore al seno destro. L'alcoolismo l'ha superato con i gruppi di autoaiuto; per il tumore al senoè stata operata e ha dovuto fare la chemioterapia, mentre attualmente fa controlli una volta all'anno.
    Dopo qualche mese dice di non riuscire a indagare dentro di sè, di non farcela con la sua storia, di sentire un'angoscia molto intensa che non le permette di esprimere con le parole ciò che sente.
    Le viene proposta una situazione di introspezione guidata, mediata da immagini simboliche e da una consegna, per aiutarla a prendere una maggiore distanza emotiva e a non bloccarsi per l'angoscia: fare una passeggiata attraverso un territorio che si trova all'interno del suo corpo.
    Seduta su una sedia e con gli occhi chiusi, viene invitata a cominciare il suo viaggio di esplorazione. La consegna guidata la porta a conoscere i confini, gli spazi e le diverse zone.... il suo corpo interiore diventa un paesaggio.
    Terminata questa esperienza, È invitata ad esprimere il suo vissuto attraverso una rappresentazione spaziale sul pavimento dello studio. Ha a sua disposizione diversi oggetti e materiali con cui costruire il suo territorio esplorato: maschere di animali, tessuti di colori diversi ed elastici.
    La struttura realizzata (grafico n.2) ha delle caratteristiche antropomorfiche:
la testa con una maschera da leone e un tessuto giallo che da l'idea dei capelli;
il torace, senza braccio destro, composto da tre elastici che formano un triangolo; ai due angoli inferiori a sinistra una maschera da lupo e a destra una maschera da pecora. Sul fianco sinistro  tre tessuti, dall'alto in basso fucsia, verde acqua e beige e in coincidenza del primo punto di unione dei tessuti una maschera da anatra (che poi toglierà). Sul fianco destro altri tre elastici (poi toglierà quello di mezzo);
le estremità inferiori di tutti e due gli elastici si uniscono formando un angolo in basso, da cui sembra scendere un altro tessuto a righe bianche e nere, che forma un'unica gamba.
    Quando chiedo il suo parere sull'esperienza, dice: "Ho fatto un po' fatica, ho visto dei fiumi, dei sentieri, delle vie strette, non cose aperte, Ho scelto il tessuto giallo perchè è il colore che mi piace di più, Ho scelto le maschere del lupo e della pecora perchè mi sento un po' così Io cosa sarà?, Mi credevo un lupo da ragazza, ma poi, con tutto quello che mi è capitato, sono diventata come una pecora, ho un atteggiamento da pecora, docile, che non dice mai nulla ed invece il lupo è forte e la mangia, Ho messo il leone sopra perchè mi ricorda l'orgoglio e la forza".
    A domande specifiche risponde: "Gli elastici sono quelle cose che mi legano, tante cose, sono come le tensioni che ho in tutto il corpo, I tessuti sono più morbidi (degli elastici), Il tessuto a righe bianche e nere è una via, Io mi sento così: scura e rigata (da notare che in spagnolo la parola "rayada", oltre a significare "a righe" ha il significato metaforico di "alterata", "pazza", ovvero di persona che non sta bene emozionalmente), Mi piacerebbe che la mia vita avesse tutti  colori più chiari e di poter arrivare lì (il tessuto giallo in testa): arrivare al sole, al caldo, alla sensazione di piacere".
    A partire da un intervento sulle sue diverse parti in conflitto (colori scuri e colori chiari), lei risponde che le sue parti dovrebbero diventare amiche, e sul come si fa amicizia associa con un sogno in cui si trovava a casa delle sue zie ed arrivavano le sue compagne di scuola media. Come padrona di casa faceva conoscere loro la casa, ma lei si trovava all'esterno della stessa. Lei era molto allegra, scherzava e faceva delle battute, e tutte ridevano, ma nessuna sapeva come lei fosse veramente.
    Racconta inoltre di avere rifiutato l'nvito di una figlia arrivata da lontano (dove abitava e lavorava) ad andare alla casa dell'altra figlia a farle visita, perchè non voleva essere in mezzo alle due figlie e di essere rimasta a casa.
    Il lavoro di Sandra sembra focalizzato sugli opposti:
Tutto-niente: attività sessuale da adolescente - astinenza sessuale da adulta.
Interno-esterno: guardare dentro se stessa - non guardare dentro se stessa.
Docilità-ferocia: pecora docile - lupo feroce.
Morbido-duro: tela morbida - elastico duro.
Luminosità-oscurità: tessuti chiari - tessuti scuri.
Piacere-dispiacere: star bene - star male.
Dentro-fuori: dentro casa - fuori casa.
Presente-assente: andare a far visita alla figlia - non andare a far visita a sua figlia.
Legature-slegature: a livello corporeo le tensioni e il rilassamento; a livello psichico la lotta tra pulsione di morte (il non cambiamento) e pulsione di vita (il cambiamento).
    Quando le viene riportato e sottolineato questo passaggio da un estremo all'altro senza via di mezzo, lei rimane sorpresa. Le viene chiesto se ci può essere qualcosa tra gli opposti e per poter rispondere a partire dall'esperienza vissuta, viene invitata a ripercorrere la sua costruzione dall'interno, camminandoci in mezzo, percependo le sue sensazioni.
    Non sa bene che cosa fare e allora viene invitata a "Non far nulla, tranne l'esperienza".
    Esprime un desiderio: "Che bella cosa sarebbe unire tutto e poi mette tutto insieme (le maschere e i tessuti, tranne quello a righe). Se potessi unire tutto, mi sentirei più tranquilla, sarebbe questo un modo di riappacificarmi con me stessa?".
    Si sdraia sui tessuti: "Volevo vedere cosa sentivo così volevo sentire un po' di tranquillità, poi prende il tessuto a righe che era rimasto separato dal resto della costruzione e dice: "La follia della mia vita".
    La figura antropomorfica sembra parlare della sua vita: passato, presente e futuro si esprimono attraverso gli oggetti e i materiali scelti e messi sul pavimento.
    Il passato compare attraverso i suoi ricordi: si sentiva come un lupo nella sua gioventù, aveva una vita sessuale molto attiva e precoce; portava una maschera, per cui sembrava molto divertente, ma nessuno la conosceva veramente in profondità come persona; dentro di lei c'era una lotta tra l'inclusione e l'esclusione, essere presente o non essere presente nei suoi rapporti socio-affettivi.
    Il presente compare attraverso le sue associazioni e i suoi commenti: adesso si sente come una pecora docile e alla mercè degli altri, sente le sue legature, i suoi limiti e le sue tensioni corporee; si sente scura e "rigata", la sua vita sessuale attuale è di astinenza; la percezione di sè è negativa, perchè non si sente in grado di ricercare dentro di sè, nè di riuscire a produrre dei cambiamenti. È per strada e le strade sono strette - bloccata in uno stato di sofferenza.
    Il futuro si esprime attraverso i suoi desideri: cambiare vita, rivivere il piacere, integrare le proprie parti scisse; riprendere una vita sessuale (in questo caso "una sana follia") è diventare il  leone (il suo modello?).  
    Sembra che attraverso la sua produzione fantasmatica spazializzata Sandra abbia raccontato il percorso della sua vita, con un passato che la imprigiona, da cui cerca di difendersi con un atteggiamento da "leone" (area dell'Io o area mentale): orgogliosa, forte, senza bisogno di niente e di nessuno, aggressiva, ma in fondo questa è solo una maschera che nasconde una "pecora" addolorata, rassegnata ma arrabbiata, bisognosa di aiuto e con una vita senza allegria e senza piacere. Lei vorrebbe una vita diversa, ma sente che non può.   
    La sua ambivalenza affettiva "lupo-pecora" (area emozionale) la tiene in una situazione di blocco: mentre una forza la spinge a desiderare un cambiamento (lupo), un'altra forza la trattiene e la mantiene in uno status quo, in una situazione di non cambiamento e di sottomissione al malessere (pecora).
    Vorrebbe fare qualcosa, ma non ci riesce, il "leone" non ce la fa. È nella situazione in cui le risorse dell'io non aiutano all'elaborazione dei traumi e forse per questo motivo l'azione si è bloccata proprio nel punto anatomico dell'agire in un corpo: le braccia. Infatti il suo corpo fantasmatico ha soltanto il braccio sinistro (tessuto fucsia) e gli manca il braccio destro (vicino alla maschera da pecora), proprio il braccio vicino al seno destro, il seno operato dal tumore.
    Ma Sandra è saggia, riesce ad ascoltare il suo corpo che le chiede di non pensare più e di fare esperienza, passando dal piano verbale e del pensiero al piano corporeo e del vissuto. Ha infatti bisogno di sdraiarsi sulla costruzione, di fare un'esperienza a mediazione corporea, per capire come potrebbe essere il sentirsi più tranquilla, integrata, riconciliarsi con le sue parti scisse e reintrodurre nella sua vita la sessualità, quella "follia" della sua gioventù che da anni è assente dalla sua vita.
    Il vuoto, che prima era stato riempito da sesso indiscriminato, da alcool, da malattie, da depressione, oggi potrebbe trovare una strada, quella del corpo come fonte di esperienze di vita e di piacere, che ritradurrebbero le altre esperienze tanatiche del corpo già vissute come esperienze di morte e di sofferenza.
    Se  riuscisse a riconciliarsi con il proprio corpo (con se stessa), se potesse capire come fare a ricercare dentro di sè, se riuscisse a capire che è stata proprio lei a guarirsi dalla paralisi facciale, dal cancro al seno e dall'alcoolismo, se potesse  integrare la potente pulsione di vita che ha.  potrebbe vincere un'altra sfida.


NOTE
(1) Stoppiello, L., La Mappa fantasmatica Corporea (Il suo utilizzo nella didattica), Articolo pubblicato nella pagina web dell'I.F.R.A. di Bologna. www.ifra.it 2004. È disponibile una versione in spagnolo dell'articolo.
(2) Matoso, E., El cuerpo, territorio escènico, Paidès, Buenos Aires, 1996.
(3) Stoppiello, L., La Mappa fantasmatica Corporea (Il suo utilizzo nella didattica), Op. Cit.

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