Tematiche:  Gioco

Bambini, genitori e nuove tecnologia: fattori di prevenzione e rischio secondo le ricerche più recenti

di Andrea Campagna

Premessa

Un articolo della Società Italiana di Pediatria (Bozzola et al., 2018) ha richiamato l’attenzione dell’opinione pubblica sul delicato rapporto tra i nuovi media digitali (in particolare i dispositivi mobili come smartphone e tablet) e l’infanzia. La diffusione di nuove tecnologie può suscitare, come è accaduto in passato per la stampa, la radio e la televisione, sospetti e domande. Anche nel caso dei nuovi media digitali (NMD) si è assistito a un atteggiamento di questo tipo. Quali sono gli effetti sulla popolazione infantile? Quali sono i fattori che ne aumentano o ne mitigano l’eventuale influenza? Tali domande vanno contestualizzate considerando alcune caratteristiche peculiari di questo tema, tra cui la relativa “novità” dei NMD (Apple ha presentato il primo iPhone nel 2007 e iPad nel 2010), la loro rilevanza tecnologica (hanno reso “portabile” la potenza di calcolo precedentemente riservata ai soli computer “fissi”) e la portata globale e pervasiva del fenomeno, con 3,2 miliardi di utenti smartphone nel 2019 e una percentuale di penetrazione pari al 40% rispetto alla popolazione totale (Smartphone Penetration Worldwide 2014-2021, s.d.).

I NMD sono diventati oggetti “quotidiani”, presenti e disponibili nell’ambiente prossimale dei bambini fin dai primi giorni di vita; Nota sulle pubblicazioni utilizzate: la selezione riguarda articoli pubblicati su riviste scientifiche internazionali, valutando elementi di pertinenza e autorevolezza; nonostante la presenza di importanti pubblicazioni sul tema anche in anni precedenti, si sono privilegiate, in linea generale, quelle relative al triennio 2018-2020.

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Note illustrative sulla Pratica Psicomotoria

a cura di CSIFRA

La Pratica Psicomotoria secondo la metodologia di B.Aucouturier è nata in Francia circa trent’anni fa, si è sviluppata in Italia a partire dalla metà degli anni ‘70 e viene attualmente praticata da specialisti formati attraverso iter formativi triennali presso le Scuole italiane di Pratica Psicomotoria, con la supervisione scientifica dello stesso Prof. B. Aucouturier.La Pratica Psicomotoria si basa su alcune concezioni fondamentali riguardanti la persona e il suo modo di essere. Essa considera la persona in modo “globale”, ovvero come stretta unione tra struttura somatica, affettiva e cognitiva, rispetta l’originalità del suo essere/agire, riconosce l’espressività psicomotoria come suo specifico modo di essere, che risente di tutta la storia affettiva, anche la più profonda, e investe tutti i parametri dell’ambiente (spazio, tempo, oggetti, persone).

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Vissuti in giochi di gruppo

Roberta Sturani, Luigi Paolo Roccalbegni

A proposito del gruppo e del gioco, ci sembra di poter parlare di gioco gruppale, da intendere quasi come sinonimo di processo gruppale, ovvero come l'insieme delle azioni reali e simboliche che ne costituiscono la vita in divenire. Nel termine processo vengono sottolineati gli aspetti sequenziali dell'esperienza (quindi una successione di fenomeni nel tempo, legati da un filo conduttore) e si prefigura un percorso (movimenti e direzione): forse una visione più strutturata. Nel termine gioco si possono riconoscere maggiormente gli aspetti del piacere, della possibilità e fluidità di movimento, dello sganciamento da un risultato, della compresenza di piani diversi e opposti, tra cui il concretamente presente e il presente rappresentato, evocato, fantasticato, immaginato, simbolico, il razionale e l'affettivo, ecc.; si possono riconoscere i movimenti della ricerca, della esplorazione, della sperimentazione, della verifica, della concettualizzazione, ecc., che sono propri della vita e della storia gruppale.

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